Vittorio Vanini nasce a Milano, figlio di un chirurgo pediatra.
Si laurea in Medicina e Chirurgia nel 1965, all’Università degli Studi di Milano, specializzandosi successivamente in Chirurgia Generale, Chirurgia Pediatrica e Cardioangiochirurgia.
Sin dall’inizio la sua passione profonda è la cardiochirurgia pediatrica. Per questo decide di seguire nel 1967 Lucio Parenzan nel suo lavoro, pionieristico in Italia, presso gli Ospedali Riuniti di Bergamo, dove la cardiochirurgica dei bambini italiana si apre ad un grande sviluppo.
E’ qui che dapprima come chirurgo pediatra e poi dal 1971 come Aiuto di Cardiochirurgia ha modo di crescere alla scuola dei più grandi specialisti mondiali, sempre disponibili a portare la loro esperienza nel dinamico centro italiano.
Questo è anche il periodo in cui perfeziona la sua formazione all¹estero, come Special Research Fellow nella Sezione di Cardiochirurgia sperimentale dell’Università di Seattle (1973) e a Birmingham, sotto la direzione di John Kirklin, nel Centro di Cardiochirurgia dell’Università dell’Alabama (1979-80).
Dal 1992 assume la direzione del reparto di Cardiochirurgia Pediatrica dell’Ospedale “G. Pasquinucci” di Massa, dove sarà primario fino al 2003.
Dal settembre 2003 svolge la sua attività presso Humanitas Gavazzeni di Bergamo e all’Ospedale Gaslini di Genova, dove è consulente di cardiochirurgia pediatrica.
Ha al suo attivo oltre 6 mila interventi, molti dei quali su neonati affetti da cardiopatie molto complesse, ed è membro delle principali Società di Cardiochirurgia italiane ed europee.
Come attività collaterale, Vittorio Vanini ha sempre rivolto una speciale attenzione ai Paesi poveri o in via di sviluppo, iniziando già negli anni ‘80 nella Polonia blindata dei tempi di Solidarnosc e successivamente in Kenia le sue prime missioni.
Primario a Massa, ai tempi della guerra nella ex Jugoslavia, ha accolto ed operato nel suo reparto un centinaio di piccoli cardiopatici provenienti dalle zone di guerra che gli venivano inviati dall’associazione umanitaria rotariana degli Stati Uniti “Gift of Life”.
Ad essi se ne sono aggiunti molti altri dall’Algeria, dall’Albania, dalla Tunisia, persino dal Messico e dalla Russia. Nell’ambito di questa attività il dottor Vanini ha stretto rapporti di collaborazione umanitaria con alcuni Paesi del bacino del Mediterraneo, dove si reca periodicamente ad operare.
L¹attività verso i bambini cardiopatici di tutte le nazionalità è ora il “target” principale verso il quale dirige le sue forze per trasmettere entusiasmo e capacità professionale a una nuova generazione di medici che condividano la stessa passione.