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Marocco - Casablanca 10-20 gennaio 2007 presso la Clinica Les Bonnes Oeuvres du Coeur

Questa nostra nuova missione sarà della durata di dieci giorni e si presenta fin dall’inizio ricca di impegni.
Arriviamo un po’ “carichi” come al solito: farmaci, attrezzature, un ecografo portatile….

Molti piccoli pazienti sono già ricoverati.

La prima giornata è dedicata alla valutazione ecografica dei bambini e alla programmazione degli interventi da svolgere nel corso della missione. E’ un lavoro lungo, quasi tutti necessitano di un intervento: si devono programmare i cateterismi e soprattutto stabilire quali interventi siano differibili e quali no.

I bambini vengono operati dal secondo giorno, ininterrottamente, fino alla nostra partenza.

Nel corso della missione sono stati eseguiti complessivamente 12 interventi cardiochirurgici: quattro pazienti erano affetti da tetralogia di Fallot, tre da difetto interventricolare, uno da coartazione aortica, uno da canale atrioventricolare bendato; c’era poi una cardiopatia complessa con stenosi polmonare, un’ atresia della tricuspide e una stenosi critica della polmonare.

Alla fine tutti i bimbi sono stati estubati, tutti si presentavano in ottime condizioni e soprattutto sono stati tutti curati nel loro paese, vicini alle loro famiglie e alle loro abitudini… e questo non può far altro che farci ripartire contenti!

Lo screening nelle campagne

A circa due ore di macchina da Casablanca si trova la località di Settat, piccolo paese rurale dove una associazione italiana, “ Sole Terre”, aiuta a mantenere un piccolo dispensario con alcuni ambulatori e una rudimentale ostetricia.

Li è presente un medico, nei giorni feriali, per effettuare visite mediche e per gestire piccole urgenze.
Sapendo del nostro arrivo, l’organizzazione ha fatto sì che venissero raccolti bambini provenienti da tutti i villaggi vicini: alcuni palesemente malati, altri apparentemente sani da sottoporre ad una sorta di screening cardiologico, altri malati, ma le cui famiglie pensavano fossero sani e infine alcuni, curiosi semplicemente di essere visitati!

Come sempre siamo stati accolti e agevolati in tutto e per tutto, per poter svolgere al meglio le nostre visite. Purtroppo le patologie cardiovascolari e i bambini seriamente compromessi erano molti di più di quanto ci si potesse aspettare.
Patologie che nel nostro paese vengono diagnosticate e rapidamente trattate nella primissima infanzia, qui sono rimaste misconosciute a lungo. Ci siamo trovati di fronte, quindi, a segni e sintomi che ormai nel nostro paese osserviamo soltanto in letteratura.

Alcuni casi erano talmente drammatici che sono stati trasferiti immediatamente alla clinica per essere operati al più presto.
La tempistica è stata davvero rapida e, già prima della nostra partenza, anche loro, con nostra grande soddisfazione, erano pronti ad essere dimessi dalla terapia intensiva. Anche in questo l’organizzazione e la disponibilità del personale locale sono stati indispensabili.

Per i casi meno gravi è stato possibile programmare successive visite di controllo ed ecocardiografie da effettuare durante la nostra prossima missione. Per altri ancora è bastato un sorriso rassicurante e l’augurio di continuare a essere sani.

E’inutile dire che questa esperienza ci ha molto arricchito, sia professionalmente che umanamente.

L’equipe italiana:
dott. Vittorio Vanini, cardiochirurgo
dott. Italo Borini, cardiochirurgo
dott. Francesco Gorrieri, cardiologo
dott.ssa Claudia Grattarola, anestesista
sig. Giuseppe Ghislandi, perfusionista